Anno LII - N°29
Domenica 3 ottobre 2004

Sommario

bullet

Gianfranco Ceici diacono - Un'ordinazione che rimarrà nel cuore

 
bullet

Conclusa la tredicesima edizione della Mostra Artigiana Missionaria - Majolati

 
bullet

L'impulso creativo di Marina Ristè - Una lunga esperienza di riconoscimenti internazionali

 

bullet

Consegnati i "federichini"

 

bullet

Curia Vescovile di Jesi - Nomine

 

bullet

Il gran galà del Verdicchio - Cupramontana

 

 

Voce della Vallesina

Settimanale di informazione


Gianfranco Ceci diacono

 

Un’ordinazione che rimarrà nel cuore

 

di Andrea Amadio e Alessia Venanzi

 

       Trecentocinquanta, o forse anche quattrocento, sono le persone che hanno partecipato alla cerimonia di ordinazione di Gianfranco Ceci a diacono, lo scorso sabato 25 Settembre. Prevedendo una così grande affluenza di persone, il parroco aveva allestito, nella sala principale della casa del Catechismo, un maxischermo, sul quale è stata proiettata l’intera funzione, tenutasi nella chiesa di San Nicolò di Macine.

       La celebrazione ha avuto inizio con un’entrata solenne del Vescovo Mons. Oscar Serfilippi, seguito dai sacerdoti e dai diaconi di tutte le parrocchie della diocesi di Jesi, accompagnati da alcuni seminaristi.

       Diversamente da quanto ci si potrebbe aspettare, Gianfranco inizialmente è apparso abbastanza tranquillo e un po’ stanco, dal momento che era stato lui ad occuparsi, nei giorni precedenti, dell’organizzazione dell’intera festa. A sostenerlo c’erano, seduti in prima fila, i suoi parenti che, emozionati dal grande evento, come del resto tutta la comunità, seguivano con particolare attenzione ogni singolo momento della funzione.

       Al termine della lettura del vangelo, uno dei diaconi ha formulato, di fronte agli astanti, la liturgia di presentazione del futuro ordinato e Gianfranco si è alzato dicendo “Eccomi”.

       Immediatamente dopo l’omelia, alla richiesta di idoneità al suo diaconato da parte del vescovo, il rettore del seminario ha risposto sottolineando l’impegno profuso nello studio e nelle attività svolte all’interno  delle parrocchie di Macine e di Moie.

       L’ordinazione si è compiuta attraverso l’imposizione delle mani e la preghiera rituale pronunciata dal vescovo, alla quale il neodiacono ha risposto “Sì, lo voglio”. È partito subito un applauso spontaneo e caloroso, il cui fragore è riecheggiato in tutta la chiesa, del tutto presa da questo insolito evento cui pochi avevano potuto partecipare prima di allora.

       Sul finire della messa, il nuovo ordinato ha pronunciato un discorso di ringraziamento rivolto alla sua famiglia e a tutti coloro che gli sono stati vicini in questi anni, ma in particolare ai parrocchiani di Santa Maria del Cammino, che lo hanno aiutato nei momenti di difficoltà e lo hanno sostenuto nel suo cammino di formazione. Tuttavia, durante il discorso, Gianfranco non è riuscito a trattenere la commozione che, sincera, è stata seguita da quella dei suoi familiari e dei presenti tutti.

       A seguire, è stato organizzato un piccolo rinfresco che ha rappresentato un’occasione per scambiarsi le prime impressioni sulla cerimonia e per festeggiare insieme questo importante passo compiuto da Gianfranco.

 gianf.jpg (74521 byte)  voce.jpg (59117 byte)

 

 

Majolati

 

Conclusa la tredicesima edizione

della Mostra Artigiana Missionaria

 

       Anche quest’anno, dopo un impegnativo lavoro volontario, nei locali della parrocchia di Santo Stefano di Majolati è stata realizzata la Mostra Artigiana Missionaria, voluta dal locale Gruppo Volontariato Missionario. Scopo della mostra: raccogliere fondi in favore dei missionari, che grazie anche a questi aiuti, possono risolvere alcune delle necessità materiali e dedicarsi con maggiore efficacia all’azione di evangelizzazione.

        I lavori esposti sono prevalentemente di ricamo e cucito, realizzati da un gruppo di signore majolatesi e loro tramite, di altre cittadine. Alcuni lavori, particolarmente complessi ed elaborati, sono produzioni raffinate capaci di destare l’interesse anche degli esperti. Tra i materiali presentati quest’anno cesti di vimini, giochi popolari, oggettistica, tutto materiale realizzato e donato in base alle competenze di ogni sostenitore.

      Un aiuto concreto giunge anche dalle note aziende Zucchi e Bassetti che, con  generosità, inviano stoffe, lenzuola e biancheria per la casa.

       In questi tredici anni sono state tante le persone – anche di età matura -  avvicendatesi nel Gruppo Volontariato Missionario, tutte disinteressatamente e con la voglia di essere utili; da segnalare l’aggregazione di nuove volontarie, sia residenti a Majolati, sia da tempo trasferite a Fabriano, Roma, Treviso e Ancona.

       Nei primi anni di attività l’attenzione del Gruppo era rivolta in particola alle Chiese dell’Est e ad organizzazioni missionarie non presenti sul territorio della nostra Diocesi.. In quel primo periodo erano stati confezionati ed inviati paramenti sacri, materiali per la liturgia ed indumenti nuovi.

       Successivamente, anche per l’amicizia con don Luigi Carrescia (nel febbraio 1992 economo spirituale della parrocchia di Santo Stefano), parte delle provvidenze raccolte sono state inviate in Brasile al missionario diocesano. Quest’anno i benefici sono andati a don Luigi Carrescia e, in parte minore, a Suor Lilli, superiora delle Suore indiane di Sant’Anna di Turichirapalli che a breve lascerà l’Italia per una nuova missione in Iran, e alla parrocchia di Santo Stefano di Majolati per i suoi bisogni materiali.

       Per nulla appagate, le volontarie si sono già rimesse al lavoro ed invitano tutti coloro che dispongono di qualche momento libero di aggregarsi al Gruppo per realizzare la Mostra Missionaria del 2005.

                                                                                                                                            Marco Palmolella

 

 

Una lunga esperienza di riconoscimenti internazionali

 

L’impulso creativo di Marina Ristè

Con gli occhi della mente – Nelle sue poesie paesaggi inesplorati

 

       “Pensieri, immagini, sensazioni, ricordi”. Questo il titolo di una delle tante fatiche creative di Marina Ristè e queste le parole più comprensive dell’essenza della sua poesia fatta di echi, barlumi di luce e di speranza, memorie che affiorano splendidamente alla coscienza ed esplodono nella loro intensità emozionale.

       La giovane, nata a Jesi nel 1961, ha alle spalle una lunga esperienza di primi premi internazionali ritirati sulle passerelle letterarie di Roma, Firenze, Venezia, Torino; diciassette coppe e altrettante medaglie e diplomi ornano le pareti della sala della sua casa in cui vive insieme alla premurosa mamma Adelaide.

       La figura esile di Marina, i lineamenti delicati, i capelli biondi, la fanno sembrare una ragazzina e ingannano sulla statura interiore della donna che combatte ogni giorno con una malattia progressiva agli occhi che, manifestatasi fin dalla nascita, all’età di 28 anni le ha fatto perdere quasi completamente la vista.

       Gli occhi della mente sono però più acuti di quelli fisici e vedono oltre, aldilà, negli interstizi delle cose, degli eventi, e negli spazi immensi dell’anima; riescono laddove le pupille abbandonano. Così, Marina Ristè, formatasi come fotografa industriale e maestra d’asilo, nella sua poesia contempla paesaggi inesplorati dai più e restituisce al mondo dal suo viaggio interiore l’essenza stessa dell’amore, la genuinità dei sentimenti, l’innocenza di uno sguardo, la legittimità di un sogno.

       Le basta poco per trovare l’ispirazione: un pensiero, una parola, un film, “un pezzo di stoffa rossa di velluto-aggiunge Adelaide orgogliosa - pensando al quale una volta ha scritto una favola”. Poesie, racconti, favole, canzoni: l’impulso creativo di Marina, eletta membro honoris causa a vita del centro divulgazione arte e poesia di Sutri, non riesce a fermarsi; dopotutto, alla domanda che posto occupi nella sua vita lo scrivere, risponde: “Un posto grande, non posso smettere di scrivere perché per me è come fermare la vita”.

       La poetessa jesina ha collaborato per anni con la Gazzetta di Napoli; nel ’92 ha vinto il trofeo internazionale Onu. “Caro Diario” e “Come il vento del mare” sono solo alcuni dei suoi lavori usciti in libreria; attualmente medita di pubblicare “Come una farfalla” che definisce “la metafora della sua vita”. Si tratta di pagine attraverso le quali vuole aiutare a capire che dalla disperazione è possibile uscire, magari affidandosi alla poesia che, come lei stessa ha scritto, “non svanisce nel tempo / con il pallido sole / che si nasconde impaurito / dietro le nuvole”.

                                                                               Lucia Romiti

 

 

Consegnati i “federichini”

 

       Con una manifestazione ben articolata e animata da interventi d’intrattenimento di artisti diversi, sono stati consegnati il 27 settembre i “Federichino 2004”, riconoscimento istituito, ormai da sette anni, dalla Fondazione Federico II Hohenstaufen. Cerimonia, spettacolo e cena di gala hanno avuto luogo presso l’Hotel Federico II. Sono stati premiati quest’anno personaggi autorevoli della cultura, dell’economia, dell’arte, dello sport, rappresentativi non solo di tutte le province delle Marche ma, a conferire all’evento un carattere nazionale ed europeo, della Sicilia e della Germania, dove esistono, rispettivamente a Palermo e a Goppingen, fondazioni federiciane gemellate a quella jesina.

       La giustificata assenza fra i premiati di Giovanna Trillini e di Filippo Magnini, a Roma per altri importanti festeggiamenti a loro dedicati, è stata compensata da alcune assai gradite sorprese. Un telegramma di auguri e congratulazioni, inviato dal presidente della Repubblica, è stato letto dalla presentatrice ufficiale, Rosanna Vaudetti, e un collegamento in diretta ha fatto ascoltare la voce del maestro Riccardo Muti, anche lui destinatario del “Federichino 2004”. Il grande direttore d’orchestra, definito “Puer Apuliae” come l’Imperatore svevo, ha promesso: “Verrò certamente a Jesi appena possibile”. E’ qui pure atteso per la consegna della cittadinanza onoraria.

       Alla manifestazione sarà riservato un più ampio servizio sul prossimo numero del settimanale.

                                                                                                                                                              a.f.c.

 

 

 

Curia Vescovile di Jesi - Cancelleria

 

Nomine

 

       In data 22 settembre 2004, festa del Patrono San Settimio, S.E. Mons. Oscar Serfilippi, vescovo di Jesi, ha nominato:

 

       - il sacerdote don Alberto Balducci parroco di San Marcello

       - il sacerdote don Mariano Piccotti amministratore parrocchiale di Poggio San Marcello

       - il sacerdote don Michele Cobzaru vicario parrocchiale delle parrocchie di Santa Maria delle Moje e San Nicolò di Poggio San Marcello

 

 

 

Cupramontana

Il gran galà del  Verdicchio

Ospiti della 67° Sagra dell’Uva gli Articolo 31,

 Fanco Califano, Vilma Goich, i Dj di Radio 105

 

       Festa popolare, concerti, prodotti tipici, tanta musica, carri allegorici, convegni e momenti promozionali: tutto questo è la Sagra dell’Uva di Cupramontana. L’evento per cui la capitale del verdicchio vive il suo massimo splendore che le permette di attirare ogni anno, nell’arco di quattro giorni, non meno di trentamila visitatori. Una kermesse che da giovedì 30 settembre a domenica 3 ottobre vede una serie di eventi senza soluzione di continuità.

       Questi i principali appuntamenti della 67ª edizione della storica Sagra di Cupramontana.

       Venerdì 1 ottobre alle ore 18, nella sala consiliare, terza edizione del “Medagliere del Verdicchio”, l’evento che premia le case vinicole regionali che si sono maggiormente contraddistinte sulle guide enologiche. In serata concerto di  Vilma Goich ed a seguire musica in piazza con Radio Blu.

       Sabato pomeriggio alle 17 il tradizionale “Palio della Pigiatura” tra i vari Comuni produttori di Verdicchio; cui seguirà per tutto il pomeriggio l’esibizione di gruppi itineranti, bande musicali e artisti di strada. Sempre sabato, dalle 21, concerto di Franco Califano, cui seguirà tra gli altri la musica mixata dal Dj di Radio 105 Alessandro Marabotto.

       Gran finale, come da tradizione, a partire da domenica pomeriggio con carri allegorici,  bande musicali e gruppi folcloristici. Una sarabanda di suoni, emozioni e colori che sfocerà, dalle 18,30 circa, nel concerto degli Articolo 31: il gruppo scelto dall’amministrazione comunale dopo il forfait improvviso di Irene Grandi.

       Il tutto corredato dalla tradizionali ‘capanne’ dove gustare i piatti tradizionali innaffiati da verdicchio, dalle mostre artigianali e di prodotti tipici, dai numerosi punti musicali operanti tutte le sere sino a tarda notte dislocati praticamente per tutto il centro storico: da piazza Cavour a piazza IV Novembre, da corso Leopardi a via Marianna Ferranti.

                                                                                                                                Andrea Brunori