Anno LII - N°39
Domenica 12 dicembre 2004

Sommario

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Si rafforza l'esecutivo - Tagli alle tasse e altri tagli

 
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L'assemblea elettiva dei settimanali cattolici

 

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Il Papa ai rappresentanti dei settimanali cattolici

 

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Analisi: i risultati a domicilio

 

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Contrappunti - Cavalli e somari

 

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Il regalo di Natale delle signore di Maiolati

 

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Congedate le giovani del servizio civile

 

 

Voce della Vallesina

Settimanale di informazione


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Si rafforza l’esecutivo

Tagli alle tasse e altri tagli

 

       L’ingresso nel governo del numero uno dell’Udc Follini come vice presidente, chiude una lunga dialettica interna alla maggioranza culminata nelle dimissioni di Tremonti prima e nelle serrate resistenze dell’Udc poi connesse con diverse problematiche, non ultima la struttura della legge finanziaria.

       In effetti la Finanziaria, tuttora in parlamento, è stata una delle più travagliate per via della testardaggine di Berlusconi che , contro tutti, a cominciare dai suoi alleati, ha voluto ad ogni costo la riduzione delle tasse a partire dal prossimo anno.

       Oggi Berlusconi può vantare due innegabili vittorie, almeno dal suo punto di vista: maggiore stabilità e forza del consiglio dei ministri e una Finanziaria a sua immagine per la sofferta introduzione della riforma finanziaria.

 

** *

       Una riforma che verte soprattutto sull’Ire – ex Irpef – e che conferma le previste nuove imposizioni del 23, 33 e 39 per cento sul reddito personale. Viene abolita la fascia più alta – quella dei ricchi – sostituita provvisoriamente da un contributo del 4 per cento a favore dei servizi. Il Corriere della sera offre questi dati sintetici. Si va da una riduzione di 14 euro al mese per chi ne guadagna 18 mila all’anno ad una riduzione di 500 euro al mese per chi ne guadagna 300 mila.

      Insomma, la tassa progressiva diretta rimane, ma viene migliorata a favore di chi più guadagna per facilitare gli investimenti. I quali vengono sollecitati anche con la diminuzione di mezzo miliardo di tasse a favore delle piccole imprese. Mediamente i cittadini che guadagnano fino a 50 mila euro all’anno ricevono un risparmio di trenta euro al mese.  Chi guadagna di più, risparmia  molto di più. La riforma prevede anche l’allargamento dell’area di esenzione dei meno abbienti e favorisce le famiglie con figli e con persone a carico.

       Le minori entrate – per un totale di sei miliardi e mezzo – non vanno ad aggravare il deficit del bilancio ( che rimane nei limiti del 3 per cento come vuole l’Unione europea) ma vengono recuperate riducendo gradualmente il numero dei pubblici dipendenti, compresi i docenti, limitando le indennità di malattia per gli autoferrotranviari, per le  maternità, per la  disoccupazione degli agricoltori. Inoltre vengono ridotte le spese per la pubblica istruzione. Aumentano le imposte indirette – quelle che pagano alla pari i ricchi e i poveri – come bolli, tasse di concessioni varie governative,  sigarette,  giochi, lotterie ecc.

                                                               * * *

       Berlusconi è soddisfatto perché dimostra di mantenere la promessa della riduzione delle tasse e perché introduce un principio a lui caro: il volano della ripresa incomincia proprio da investimenti stimolati dalla riduzione delle tasse.

       Opposizione, Confindustria e sindacati sono uniti nel criticare aspramente la riforma al punto che ancora una volta abbiamo assistito ad uno sciopero generale voluto proprio in nome della finanziaria che riduce le tasse. Potrebbe apparire una contraddizione ma non lo è perché tutte le opposizioni, con minore o maggiore accentuazione, dicono risibile la riduzione (salvo quella per i ricchi), dicono che il provvedimento non sarà certamente il volano della ripresa economica e che, in ultima analisi, trattasi solo di un gesto propagandistico in vista delle elezioni regionali del prossimo aprile.

 

                                                                                          Vittorio Massaccesi

               

 

 

 

L’assemblea elettiva

dei settimanali cattolici

 

“Giornali del territorio, della gente”

 

       “Chiamati a mettere in luce la realtà con le gioie e le speranze, chiamati a essere testimoni di verità e di giustizia, dei valori umani e cristiani che nobilitano l’uomo, chiamati al servizio delle persone e dei valori che sono alla base di una convivenza armoniosa e umana”: così il cardinale Giovanni Battista Re, prefetto della Sacra Congregazione dei Vescovi si è rivolto ai direttori e redattori dei settimanali diocesani che si sono ritrovati a Roma la scorsa settimana, dal 2 al 4 dicembre, per il rinnovo del consiglio direttivo della federazione che li rappresenta, la Fisc e per l’udienza con il Santo Padre.

       Anche il ministro Carlo Giovanardi ha partecipato all’incontro definendo i settimanali cattolici come lievito di dibattito e discussione su questioni di fondo che connoteranno il nostro futuro. Una nuova consapevolezza del proprio ruolo nel mondo della comunicazione, con uno sguardo aperto sul mondo per essere, con un linguaggio alto nei contenuti ma comprensibile nel suo spiegarsi, come ha evidenziato il presidente uscente mons. Vincenzo Rini, giornali del territorio, della gente, fatti in modo che chi legge abbia una notizia: che noi vogliamo bene alla nostra gente, alla nostra terra, alla nostra Chiesa.

                                                                                                       Beatrice Testadiferro

 

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(foto: Testadiferro)

 

 

 

 

Il Papa ai rappresentanti

dei settimanali cattolici

 

       "Grazie per il .servizio che, con le vostre testale giornalistiche, rendete all’'edificazione della civiltà dell'amore. Nell'epoca della comunicazione globale diventa sempre più difficile questa vostra missione Non scoraggiatevi, carissimi, per le difficoltà che incontrate. Proseguite con impegno ad annunciare il Vangelo della verità e della speranza dai singolari "pulpiti" che sono i vostri settimanali diocesani, restando sempre aperti alle ampie prospettive della Chiesa universale".

       Si è rivolto così Govanni Paolo II, nella tarda mattinata di venerdì 3 dicembre, ai rappresentanti delle cento cinquanta testate giornalistiche della Fise (Federazione italiana settimanali cattolici) ricevuti in Udienza nella Sala Clementina dei Palazzo Apostolico Vaticano. Invitandoli a coltivare il "necessario alimento spirituale della preghiera"e ad arricchire la propria "formazione etica e culturale", il santo Padre ha salutato con affetto collaboratori e lettori della stampa cattolica che nasce e si radica nei territori diocesani configurandosi come importante mezzo di comunicazione ecclesiale.

       "I settimanali cattolici -ha detto- concorrono validamente a permeare le famiglie, le parrocchie e le città con i valori cristiani che formano gran parte del patrimonio spirituale del popolo italiano"; "Penso in particolare -ha continuato il Pontefice- alla tutela della vita umana, nella sua integralità, al matrimonio e alla famiglia, che una malintesa cultura dei diritti personali tende a snaturare: penso infine ai valori della verità, della giustizia, della solidarietà".

       Una grande emozione ha accompagnato, per tutto il tempo dell'udienza, i delegati e i rappresentanti della Fisc a Roma in occasione del congresso nazionale della Federazione; emozione e commozione dovute a1 guardare i! viso stanco del vecchio papa e ad ascoltare dalla sua voce parole di gratitudine.

 

                                                                                                  Lucia Romiti

 

 

 

 

 

Analisi: i risultati a domicilio

 

       Grossa novità nel servizio sanitario jesino: è stata annunciata il 2 dicembre dal direttore della Asl Ciro Mingione, dal responsabile del laboratorio analisi Massimo Tocchini e dall’assessore regionale alla Sanità Augusto Melappioni: conosceremo i risultati delle analisi entro poche ore e ci arriveranno direttamente a casa per e.mail (leggi computer) o con posta prioritaria; oppure, a nostra scelta, presso la farmacia più vicina o direttamente al medico curante. Nella foto, da sinistra: Melappioni, Mingione e Tocchini.   

 

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(Foto: Vincenzoni)

 

 

 

Contrappunti

 Cavalli e somari

 

       Tra le emergenze nazionali, per le quali mai si nega un opportuno “appello”, ci mancava pure questa. Ci riferiamo a quella segnalata dal Corriere della Sera del 25 novembre, in prima pagina, relativa alla situazione in cui versa la tomba della cavalla di Garibaldi, con il titolo: “Appello per la cavalla di Garibaldi sepolta tra i rifiuti”.

       Si tratta proprio del quadrupede  che l’eroe dei due mondi ebbe in dono l’11 maggio 1860, il giorno del suo sbarco a Marsala, tanto che chiamò appunto “Marsala” e che dopo un lungo e fedele servizio morì il 5 settembre 1876 all’età di trent’anni, venendo sepolta a Caprera dove, a poca distanza, nel 1882, verrà sepolto lo stesso generale.

       Le due tombe sono ora vicine, e mentre quella di Garibaldi è diventata monumentale, quella della sua cavalla “soccombe agli attacchi del tempo”, […] “tutt’attorno sono rovi ed erbaccia, acqua stagnante e rifiuti”.[…] “Sulla lapide, che non ha  nemmeno più il piedistallo, si fatica a leggere la scritta che proprio lui, il generale, volle far incidere”. Di qui l’appello della pronipote di Garibaldi, fatta proprio dall’Ente Nazionale per la Protezione degli Animali (Enpa), per ridare dignità alla tomba di “Marsala”. Dice infatti: “Vorrei tanto che qualcuno se ne occupasse ma non so più a quali porte bussare”.

      Una tra le tante emergenze, con tanto di appello appunto. Accanto, e solo per fare un esempio, a quella sulla situazione della criminalità a Napoli per la quale non però non è stato fatto nessun appello e - per rimanere in tema di cimiteri non equini ma umani - alla situazione pietosa di cui ha parlato la stampa in cui si trova il cimitero degli italiani  a Tripoli in Libia. Con la stretta dei tagli alla spesa relativa ai tagli delle entrate, cioè della tasse, la tomba della cavalla di Garibaldi forse dovrà aspettare.

       Con ciò non si vuole sminuire il ruolo che “Marsala” ha avuto nel sostenere l’eroe nelle sue campagne per il risorgimento italiano. Anzi credo che altrettanto si dovrebbe fare, nell’attuale contesto europeo - per il cavallo di Carlo Magno, per “Bucefalo” il cavallo di Alessandro Magno, per il cavallo dell’imperatore Carlo V, e perché no? per il cavallo di Napoleone o per quello di Attila o addirittura per il cavallo di papa Leone Magno che appunto fermò Attila sulla confluenza del Mincio sul Po. E se dimenticassimo qualche cavallo importante? Nessun problema, si dimenticano anche uomini importanti.

       Tutta la storia umana del passato è legata a quella dei quadrupedi e ai cavalli, e a questi cavalli in particolare. Se l’appello per la tomba di “Marsala” ha avuto l’onore della prima pagina sul più importante quotidiano nazionale, vuol dire che non siamo lontani dalla verità.

       Un dubbio però ci assale, un dubbio solo “formale”, quello in merito alla segnalazione di certe emergenze. Ne ricordiamo solo una, le “gesta rivoluzionarie” dei “No Global” a Roma - alla fine di ottobre - nei confronti di pubblici esercizi ed altro ancora, che per tale non fu avvertita, almeno dallo stesso Corriere che la relegava (due brevi colonne) in tredicesima pagina (posso sbagliarmi sul numero della pagina perché non ho più il giornale), mentre altri quotidiani gli dedicavano non solo la prima  ma anche altre pagine all’interno.

        Chi si ricorda poi dell’asino di Garibaldi e della sua tomba? Ci ha pensato Antonio Socci in un sapido e spiritoso intervento su Il Giornale del 28 novembre, in occasione dell’appello del Corriere, ugualmente in prima pagina, dal titolo “Onore al somaro di Garibaldi”, che - dice Socci - “con la finezza che lo caratterizzava chiamò «Pionono»”. Cavalli e somari dunque senza discriminazioni. Mettiamoci pure  - se vogliamo - gli uomini. Tanto alla fine ognuno rimane quello che è stato. Con o senza tomba. Con o senza appelli.

 

                                                                                                Riccardo Ceccarelli

                                                                                                

 

 

 

Il regalo di Natale delle signore di Maiolati

 

Don Luigi Carrescia ringrazia

 

        Ben volentieri pubblichiamo la lettera inviata da  don Luigi Carrescia  alla parrocchia di Maiolati   ed  in particolare alla signora Ivonne Tampieri, animatrice del  gruppo  di signore majolatesi (in  gran  parte pensionate,  tra cui alcune ultranovantenni)  che  durante l’ anno confezionano lavori di cucito, di pregevole fattura,  che  rivendono in estate per destinare poi il ricavato in favore dei missionari, soprattutto della nostra Diocesi. Questa   meritoria   e   lodevole  iniziativa  dura  da più di dieci anni e da  alcuni  anni  il  denaro  raccolto  viene   inviato  -   attraverso  la

sede di Jesi dell’associazione di volontariato “Centro Scuola Don Paolo Tonucci” – a don Luigi, affinché lo utilizzi per le necessità più urgenti della sua parrocchia brasiliana.

       Ricordiamo che il Centro jesino “Don Tonucci”  - Onlus –  da quasi  un  decennio si adopera, attraverso  le adozioni  a distanza  ed  altre  iniziative, per la promozione umana  e  cristiana  delle  famiglie  più  povere  nella  città  di  Camacari (Nord-Est del  Brasile). Gianluca Carrescia e Oreste Cesaroni, responsabili della sede jesina dell’associazione “Don Tonucci”, colgono l’occasione per  unire a quello di don Luigi il fervido ringraziamento della associazione alla signora Tampieri  ed alle sue amiche per la generosità e disponibilità manifestata.

      Questa, la lettera di don Luigi:   

      

       Carissima signora Ivonne e amici della parrocchia Santo Stefano di Maiolati, è con molto piacere che ancora una volta ho ricevuto il vostro "regalo di Natale"  di tremila euro per questa nuova parrocchia dove attualmente mi trovo. Vi ringrazio di cuore. So che é frutto della vendita di lavoretti artigianali fatti da tante persone spesso anziane, ma che attraverso questa attività a loro possibile, si sentono attive e felici di aiutare chi ha bisogno.

       Più volte vi ho parlato della Pastorale "da criança" (cioè dei bambini)  che si concretizza nell'annuncio del Vangelo ai piccoli e alle loro famiglie con una serie di attività rivolte ai bambini: visite periodiche, controlli sanitari, vaccinazioni, distribuzione della "merenda" (che nella realtà per molti è il primo o il secondo pasto del giorno), controllo del peso,... ma anche con una serie di attività rivolte alle mamme: verificare il loro stato di salute, dare consigli a rispetto di opportune visite ginecologiche, di una migliore convivenza con lo sposo, di come educare e trattare i bambini, .... e "celebrare la vita", vita sofferta, piena di lotte, ma sempre dono del Signore e piena di piccoli segni di amore, di condivisione, di speranza, ... di vita. La vostra offerta dunque la utilizzerò per questa pastorale sempre bisognosa di aiuto.

       Siamo ormai vicini al Natale.  Il Dio che "pose la sua tenda in mezzo a noi" ci aiuti a porre la nostra tenda accanto a quella del fratello che aspetta il nostro aiuto ed essere, insieme, segni della presenza del Regno di Dio. Grazie anche da parte delle signore responsabili della Pastorale dei bambini, e di tutta la nostra comunità. Nella notte di Natale sarete tutti presenti nella nostra preghiera.

     Buon Natale, dunque, a lei, a tutte le signore che hanno lavorato per questa donazione, a don Fabio (che ancora non si decide di venirmi a trovare), e a tutta la Comunità di Santo Stefano di Maiolati.

         Un grande abbraccio, 

                                                                                                           don Luigi

 

 

 

 

Congedate le giovani

del Servizio Civile

 

       Mercoledì 1° dicembre, nella sala della biblioteca della scuola media “Savoia” si è svolta la cerimonia di congedo delle dodici giovani impegnate nei progetti di Servizio Civile volontario “Star bene e imparare bene a scuola” e “Rete del benessere scolastico”, progetti promossi e coordinati dall’Istituto Comprensivo Jesi-Centro. Le volontarie hanno operato nelle scuole “Savoia”, “Federico Conti”, “Mestica”, “Negromanti” e “Kipling” di Jesi e nelle scuole dipendenti dall’Istituto Comprensivo di Monte Roberto.

       Il servizio civile volontario è durato un anno (dal 1° dicembre 2003 fino al 30 novembre 2004), per un totale di 1200 ore. Le giovani volontarie si sono occupate, in particolare, delle attività integrative per  classi e gruppi di studenti; di attività di recupero e rinforzo per alunni in difficoltà; di sostegno linguistico agli alunni stranieri. Sono state svolte attività di recupero nel periodo estivo.

 

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(Foto: Vincenzoni)