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Anno
LIII - N°2 Sommario
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Settimanale di informazione
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Senza rinuncee senza paure
Riferendosi al responso della Consulta, il cardinale Camillo Ruini
presidente della Cei, ha affermato: “Prendiamo atto di queste decisioni
della Corte, al di là dei non pochi interrogativi e perplessità che esse
possono legittimamente suscitare. Non cambiano però, e non possono
cambiare, la valutazione e la posizione che abbiamo ripetutamente espresso
riguardo a questa legge, che sotto diversi e importanti profili non
corrisponde all’insegnamento etico della Chiesa, ma ha comunque il
merito di salvaguardare alcuni principi e criteri essenziali, in un
materia in cui sono in gioco la dignità specifica e alcuni fondamentali
diritti e interessi della persona umana”.
No, quindi, a “modifiche della legge fatte con l’intento di evitare
i referendum”, perché “non sarebbero in alcun modo ‘migliorative’,
ma dovrebbero forzatamente abdicare proprio a quei principi e criteri
essenziali”; sì invece ad una campagna referendaria in cui “le
diverse posizioni abbiano ciascuna spazio adeguato sui mezzi di
comunicazione, specialmente su quelli di maggiore diffusione”.
“Il confronto referendario,
sebbene da noi certamente non cercato – sostengono i vescovi italiani -
può contenere un’opportunità per rendere il popolo italiano più
consapevole dei reali problemi e valori in gioco” in quella che il Papa
(nel recente discorso al corpo diplomatico) ha indicato come la prima
delle “grandi sfide dell’umanità di oggi”, cioè “la sfida della
vita”. “Quanto alle modalità attraverso le quali esprimere più
efficacemente il rifiuto del peggioramento della legge – ha precisato il
card. Ruini – sembra giusto avvalersi di tutte le possibilità previste
in questo ambito dal legislatore”.
Bioetica messa a fuoco L’embrione I
La bioetica è oggi tema di
scottante attualità. Una materia vasta e sfuggente in continua evoluzione
trattata qualche volta in modo disinvolto e salottiero. La vera battaglia oggi parte
dall'embrione, ma sta arrivando ad affermazioni più tragiche, come l'affermare che il
bambino, il vecchio, l'ammalato non sono persone umane
e quindi...
L'ultima
notizia viene dall'Olanda ove è stata approvata l’eutanasia anche
per i minori di dodici anni (non
potendo essi decidere, ci pensa l'equipe
apposita).
Cominciamo dal signor embrione.
L'essere umano va rispettato e trattato come una persona fin dal concepimento e
pertanto da quello stesso momento gli si devono riconoscere
i diritti della persona
umana, tra i quali il diritto inviolabile
di ogni essere umano alla
vita. Il “chi è l'embrione" e
il trattamento che a lui si deve riguardano allo
stesso modo la biologia,
l'antropologia, la filosofia, il diritto e la fede. Il contenzioso
scientifico sul “chi è” dell'embrione
prima del suo impianto in utero interpella
particolarmente chi vuole rifiutare o ignorare i dati della
scienza. Eppure l'embrione è quella
stessa corporeità biologica che, sia pure nel suo modificarsi continuo, partecipa
in modo costitutivo all'essere dell'uomo.
Detto in termini precisi l'embrione
non è un oggetto di proprietà, ma l'elemento determinante della
soggettività
“Io non ho un corpo ricevuto dall'embrione dopo il 14° giorno, ma
sono quel corpo”. Ne consegue nessuna ominizzazione successiva,
ma solo una maturazione
di capacità posseduta. Nessun “uomo in potenza”, ma subito un reale essere
umano personale che può maturarsi in quanto di fatto lo è già. Un uomo
non sarà
mai reso umano (e da chi?) se non lo è fin dall'inizio. E dunque se
umano, anche
"personale".
Che cosa impedisce al mondo
contemporaneo di rispettare l'uomo fin dal suo concepimento? Perché solo
i cristiani o i credenti devono sentirsi obbligati a questo rispetto? E' un problema
teologico? No, è un problema filosofico, e lo scontro è nei modi diversi di
intendere la persona umana...
OS
Lettera aperta al sindaco di Jesi San
Martino non s’ha da vendere Caro sindaco, ho seguito le polemiche sulla stampa in merito al proposito di vendere San Martino. E ho seguito in parte anche la manifestazione organizzata dall’Officina Rebelde. Per me il problema non è dato dalla disponibilità o meno dei locali per Rebelde o per la Banda o per la Scuola Musicale. All’occorrenza i locali si trovano, come è sempre avvenuto nel passato. Il centro storico ne offre a volontà, con qualche accomodamento.
Il Comune ha bisogno di un milione e mezzo di euro? Vendere l’essenziale è un criterio pericolosissimo, che potrebbe portarci molto lontano. Se la legge finanziaria sta strozzando i Comuni e se c’è necessità di soldi, bisogna avere il coraggio di tagliare le spese, comprese quelle culturali ed estive se necessario – le quali prima o poi possono essere reintegrate – ma una proprietà essenziale persa una volta, non si recupera più. Distintamente V.Massaccesi
Nella
foto, di Anna V.Vincenzoni, la manifestazione organizzata dall’Officina
Rebelde.
Contrappunti
Il gatto e l’asino
Riccardo Ceccarelli
L’elettrodomestico mangia-tempo Un recente sondaggio ha evidenziato come sia andato diminuendo il tempo giornaliero che gli italiani dedicano alla televisione. Siamo passati dalle tre ore e quarantaquattro minuti del 2000 alle tre ore e sei minuti nel primo semestre dell’anno scorso. Un calo che tuttavia evidenzia come ancora sia eccessivo il tempo pro capite che dedichiamo alla televisione. Infatti, ipotizzando una media di tre ore al giorno nell’arco della vita di una persona di settant’anni, ne consegue che più di otto anni li ha vissuti davanti alla Tv. Quale umiliante constatazione che giudica senza appello le tante nostre fughe quando ci giungono richieste di aiuto, di solidarietà, di vicinanza, di ascolto, di partecipazione. “Non ho tempo!” è l’affermazione categorica. In casa possediamo sempre più diversificati elettrodomestici: il frigorifero, la lavatrice, l’aspirapolvere, ecc. Non possiamo però tralasciare dall’elenco l’onnipresente televisore che potremmo a ragione definire “Telettrodomestico mangia tempo”. Se poi esaminiamo con realismo e verità chi e che cosa ha mangiato il nostro tempo andremmo amaramente ad elencare insignificanti stupidità e umilianti idiozie. E per concludere la solita ironia della sorte: ci siamo attrezzati con ogni sorta di strumenti per “guadagnare tempo” e quando poi questo tempo ce lo siamo trovato fra le mani, non sapendo come occuparlo, abbiamo deciso di comperare un “elettrodomestico” che ce lo potesse allegramente mangiare.
Vin.
Mig.
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