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Anno
LIII - N°11 Sommario
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Settimanale di informazione
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Pasqua: festa della vita per sempre La Risurrezione di Gesù Cristo è il fondamento della nostra fede: noi crediamo alla Parola di Gesù e alla testimonianza dei discepoli. Per questo Pasqua è vita: una vita che non conoscerà più la fine. Gesù è risorto e quanti credono in lui risorgeranno con lui. E' questa la sfida più grande per l'uomo contemporaneo che rischia di inabissarsi sempre più nella tecnica o nello scetticismo. Noi non possiamo accettare il fatto che tutto termini con la morte e la nostra stessa natura si ribella a questo pensiero. Il Dio in cui crediamo è un Dio fedele alle sue promesse. La Pasqua di Risurrezione impegna noi cristiani a far emergere fin da ora nella quotidianità dell'esistenza personale e nella società in cui viviamo molti segni di vita che possono restituire la speranza al mondo. Il Segno della gioia di vivere, presente nel cuore e nel volto di noi cristiani: la vita è sempre un dono bellissimo!
Andiamo con gioia a celebrare e a vivere questo tempo privilegiato con Cristo Risorto, come splendidi testimoni di fede, speranza e amore.
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P. Oscar, Vescovo
Le
Marche alla prova del voto
Dibattito
sereno, approfondimenti programmatici Viene naturale, in vista delle elezioni regionali di domenica prossima, dare uno sguardo al comportamento dei partiti e dei candidati durante la battaglia elettorale, ormai alle ultime battute. La nota da sottolineare, tutta in positivo, è offerta dai due protagonisti della gara, i due candidati alla presidenza Gian Mario Spacca e Francesco Massi. Tra loro due è prevalso un savoire faire di cui avevamo dimenticato l’esistenza. Forse la loro amicizia di sempre, forse la comune radice di formazione democratico- cristiana, forse e più ancora la loro appartenenza all’area centrale – lontani da quel fanatismo estremista che abbiamo costatato in altre regioni – sta di fatto che l’elettorato marchigiano li ha potuti vedere insieme molte volte e confrontarsi tra di loro. Essi hanno offerto un esempio metodologico di conduzione di una campagna elettorale che dovrebbe essere di auspicio anche per le rappresentanze nazionali in vista delle più impegnative elezioni politiche del prossimo anno: in primis per Berlusconi e Prodi. * * * Si sono confrontati davanti a vaste assemblee di militanti e di elettori qualsiasi evidenziando senza politichese la loro formazione politica, la loro cultura, il loro giudizio sulla passata attività della regione e, soprattutto, le loro proposte programmatiche per favorire un ulteriore passo avanti alla nostra regione. Un bel dialogo a due che, mi pare, abbia ben evidenziato: 1 – Per Spacca ( che rappresenta la continuità con il passato per essere stato vice presidente con l’amministrazione D’Ambrosio) vanno continuati e rafforzati i settori della sanità ( la regione Marche ha realizzato una riforma originalissima che, grazie all’assessore uscente Melappioni, sta dando i suoi primi frutti), dello sviluppo economico-imprenditoriale soprattutto nei settori più a rischio perché sottoposti alla concorrenza straniera e a quella cinese in particolare (tessile e cuoio, contraffazioni ecc.). Vanno ulteriormente rafforzati i servizi sociali e la formazione professionale. Né il cittadino deve essere lasciato in balia di se stesso nei momenti più difficile della sua vita ( infanzia, anzianità, disoccupazione ecc.). 2 – Per Massi ( che rappresenta l’opposizione alla passata giunta) l’amministrazione D’Ambrosio ha calcato troppo la mano sulle tasse ( Irpef e sanità in particolare) e non si è difesa a sufficienza di fronte alla concorrenza straniera. Egli nega anche la validità della riforma sanitaria e propone un ridimensionamento spezzando l’unicità regionale in cinque Asl provinciali. Critica la tiepidezza della passata amministrazione di fronte al progetto Quadrilatero e vede proprio in questo la soluzione dei rilevanti problemi delle strutture viarie marchigiane, soprattutto in connessione con l’Umbria, la Toscana e il Lazio. * * * I due candidati alla presidenza condividono la valorizzazione della famiglia, della scuola, della persona, dei grandi principi della libertà, della democrazia, della giustizia. Principi che per Massi vanno affidati soprattutto all’iniziativa dei singoli, per Spacca vanno coordinati e tenuti in massimo grado anche dalle pubbliche amministrazioni, a cominciare da quelle nazionali per finire a quelle locali, senza cedere alla concezione dello Stato etico. Anche la loro comune apertura al senso religioso ce li fa stimare e rispettare. E allora …che vinca il migliore.
Vittorio
Massaccesi
vitt.mass@libero.it
Il giardino delle uova dipinte Tante uova, simbolo di vita nuova – brillanti, colorate, decorate, camuffate da pulcino o coniglietto – sono fiorite sui rami spogli dell’albero sistemato nel loggiato del Palazzo dei Convegni, in occasione delle feste pasquali. “Il Giardino delle Uova Dipinte” - proposto e organizzato dalla Pinacoteca civica di Jesi per il secondo anno consecutivo – ha individuato i suoi artisti nei bambini delle scuole elementari e medie per i due mercoledì del 16 e del 23 marzo; e anche nelle mamme e nei papà, nei pomeriggi di sabato 19 e domenica 20. L’evento, completamente gratuito, ha rispolverato i significati di una particolare usanza della tradizione contadina, connotando la principale via cittadina di uno degli attributi più caratteristici della Pasqua. Nel laboratorio approntato nei locali del Palazzo dei Convegni, i bambini hanno potuto ricevere adeguate informazioni sulla manifestazione e semplici e chiare istruzioni sulle diverse tecniche applicabili per realizzare la decorazione delle uova, usufruendo anche di appositi materiali forniti dagli organizzatori. Di suo, ogni bambino ha messo due uova – opportunamente svuotate, di cui una è stata appesa all’albero e l’altra portata a casa – e tanto gusto e creatività, sorprendendo e disarmando la “routine” che vuole ogni festa un’occasione e una scusa per acquisti consumistici. (fotoservizio Paola Cocola)
Come
nasce il fumetto
Una fiction a cartoni animati su Federico IISarà prodotta interamente in Italia dalla Rai Quasi mai dei grandi personaggi del passato è possibile ricostruire quelle esperienze dell’infanzia che furono determinanti nella formazione della loro personalità. Federico II fa eccezione. Ciò che è dato sapere dei suoi primi anni di vita dà ragione di ciò che egli avrebbe compiuto nella maturità. Re a soli quattro anni fu lasciato libero, fatto anch’esso raro se non unico per un personaggio del suo rango, di avventurarsi per le vie segrete di Palermo abitate da arabi, ebrei, greci, di entrare nelle loro case, ovunque benevolmente accolto, di giocare con coetanei di qualsiasi razza. Così, venendo a contatto con culture e religioni diverse e imparando lingue, usi e costumi di altri paesi, nacquero, con segno indelebile, il suo cosmopolitismo, la sua curiosità per le scienze, l’arte, la poesia, la sua tolleranza, il suo “umanesimo ante litteram”. E’ intrigante anche per i ragazzi di oggi, questo personaggio. Se ne è parlato l’11 marzo durante la cerimonia di chiusura di “Federico II nel fumetto”. Di fronte a un folto numero di scolaretti, armigeri e dame gentili in costumi d’epoca hanno svolto brevi relazioni il dott. Giancarlo Alessandrini, disegnatore della Casa Editrice Bonelli, il dott. Fabio Pasini, autore della “Storia di Jesi a fumetti” e il dott. Roberto Genovesi, vice direttore di Rai Sat Ragazzi e autore di romanzi e sceneggiature. Il fumetto ha un linguaggio universalmente comprensibile, ma in esso convergono diversi altri linguaggi. Oltre ad una speciale abilità nella rappresentazione grafica richiede studio e ricerche di fonti di documentazione non solo storica. Come per la realizzazione di un film occorre saper costruire appropriate inquadrature, tenere conto di ambienti e costumi d’epoca, dare verosimile espressione ai personaggi e caratterizzarli tenendo sempre conto, ovviamente, della verità storica.
“Ho
impiegato due anni per documentarmi su Federico II” ha confessato
il dott. Genovesi che si è detto particolarmente interessato
all’infanzia dell’imperatore svevo; mentre il dott. Alessandrini,
instancabile disegnatore di fumetti, inventore di famosi personaggi
e ora anche direttore di una scuola di fumetto, ha raccontato come fu
sulle pagine del “Corriere dei piccoli” che nacque la sua passione per
il disegno. De “La Storia di Jesi a fumetti”, scritta da Giuseppe
Luconi e disegnata da Fabio Pasini per “Jesi e la sua Valle”, apparsa
nel ‘69 prima in dispense, poi in volume, ha parlato invece lo stesso
Pasini. “Allora si trattò di una novità assoluta, di una vera e
propria sfida al lettore”, ha affermato. Le parole dei relatori hanno destato curiosità e interesse nei piccoli ascoltatori, non solo nei confronti di Federico II, ma anche di un’arte così speciale come è quella della realizzazione di un fumetto. Chi volesse intraprendere la carriera di disegnatore è però avvertito. Non si può improvvisare: ci vogliono fantasia, abilità grafica, studio e tantissima passione. Al termine il dott. Genovesi ha annunciato che è in progetto la realizzazione di una fiction a cartoni animati su Federico II. C’era da aspettarselo. Sarà prodotta interamente in Italia da Rai Fiction e avrà come titolo “Federicus”. E’ anche imminente la pubblicazione di un nuovo libro, non riservato ai ragazzi questa volta, su Federico II.
Augusta Franco Cardinali
MajolatiErrante
studiò i rapporti tra
Goethe e Spontini Diffondere la conoscenza della storia patria Uno dei problemi della cultura majolatese, ma in particolare della storiografia spontiniana, è quello di non aver organizzato un sapere trasmissibile ed organizzato all’interno di un’istituzione. Oggi se ricordiamo i nomi di Giuseppe Radiciotti, del Duca Filippo Caffarelli, di Paolo Fragapane, del segretario Nazzareno Guerrieri ben poche persone sono in grado di collocarle esattamente nella storiografia locale e spontiniana. L’elenco potrebbe essere più vasto e tutti coloro che si sono adoperati con passione e disinteresse per Spontini e la sua cultura avrebbero diritto di essere ricordati, almeno con una semplice biografia. Questo elenco è lunghissimo: ricordiamo altri nomi cui dovrebbe andare la nostra riconoscenza: i maestri Edoardo Vitale e Giovanni Tebaldini, Alcibiade Moretti, Giuseppe Gaetti, mons. Amedeo Bricchi, Charles Bouvet, Gustavo Traglia, Alberto Ghislanzoni, Carl Robert. Un esempio di… dimenticanza, la quasi recente scomparsa del prof. Paolo Fragapane che, nonostante nel suo necrologio, apparso sulla stampa nazionale, sia apparsa l’indicazione di “Cittadino onorario del Comune di Majolati Spontini”, non ha avuto la vicinanza e la partecipazione del nostro Comune, né delle Opere Pie Spontini, per non parlare di altre istituzioni. La colpa non è di nessuno, non possono essere richieste delle conoscenze specifiche e pregresse ad assessori pro tempore, e meno che meno ad impiegati comunali che svolgono esclusivamente un lavoro amministrativo. E’ necessario approfondire e diffondere la conoscenza della storia patria, magari potenziando l’unico ente locale attivo nel nome di Spontini, la Conservatoria. Intorno a questa istituzione potrebbero trovare accoglienza le nuove generazioni, autori, ricercatori e responsabili di settore.
Studiando le carte di
Alessandro Belardinelli, grandissimo studioso spontiniano e parimenti
sconosciuto, sappiamo che anche il prof.
Vincenzo Errante aveva visitato in due occasioni Majolati e il museo
Spontini, ricercando legami, citati in tutte le biografie, tra Goethe e il
Musicista, ma sconosciuti nei contenuti, se non per aver posato per lo
scultore Pierre Jean David d’Angers. Errante, nato a Roma nel 1890, era un noto giornalista, ma principalmente uno studioso di letteratura tedesca tanto da ricoprire l’incarico di Ordinario di letteratura tedesca all’Università di Milano; traduttore di Goethe, Rilke, Grillparzer, Heine, Kleist e Shakespeare. Belardinelli, alle prese con la traduzione del fondo Carl Robert sul periodo tedesco di Spontini, coinvolse lo studioso in queste ricerche affidandogli lo studio delle relazioni tra Goethe e Spontini. Errante fu a Jesi e a Majolati per due iniziative letterarie, una volta nel giugno 1946, nell’occasione trattò la “personalità di Goethe”, ospite dell’industriale Mariano Agostinelli presidente del Circolo Cittadino di Jesi, e nel marzo 1950, quando visitò i principali luoghi letterari della nostra provincia.
Marco Palmolella
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